Laurea liv.I di Sara Angrisani

Anno: 2010-11
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: SCIENZE DELLA FORMAZIONE
Relatore: Esterino Adami
 

"IL TUO LAVORO è INCOMPRENSIBILE!" DISLESSIA E LINGUA INGLESE

Ho diviso la mia tesi in tre parti. Nella prima parte ho cercato di descrivere la dislessia per permetterne il riconoscimento precoce. Ho ritenuto necessario partire da un breve cenno storico sulla ricerca in Italia, soffermandomi sul grappolo semantico di parole: disturbo, disagio e difficoltà, spesso usate nella società e nella scuola impropriamente come sinonimi. Ho illustrato il percorso che ha portato verso definizioni differenziate in lingua italiana, condivise dalla comunità scientifica. Un glossario che ha posto le basi per il confronto e la validazione di protocolli clinici per riconoscere la dislessia, distinguerla dagli altri disturbi specifici d'apprendimento (DSA) e dagli altri possibili disordini e problemi che possono colpire i bambini nel loro processo di crescita, i NDSA (non disturbi specifici d'apprendimento). Ho analizzato la possibilità di coesistenza di più DSA nello stesso individuo, con diverse combinazioni di comorbilità. Mi sono interrogata brevemente circa la natura e le cause di tali disturbi e questo mi ha portato a consultare documenti cartacei e informatici di numerosi ricercatori, autori di testi specifici e di articoli nei principali siti italiani dedicati ai DSA, molti dei quali, a loro volta, sono in rete con altri siti internazionali di ricerca. Non mi sono addentrata nel campo delle neuroscienze, data la complessità dell'argomento e per non sconfinare in materie oggetto di studio di altri professionisti: neuropsichiatri, logopedisti,etc. Ho considerato l'incidenza della dislessia ( le statistiche sono in continua evoluzione, ho pertanto preso come punto di riferimento i dati riportati dall'Associazione Italiana Dislessia). Nel secondo capitolo, ho riportato il percorso legislativo che ha recepito le definizioni degli esperti e le ha tradotte in linee di indirizzo per la diagnosi e per la cura della dislessia: le prime circolari del MIUR1 e la recente legge n°170 sui disturbi specifici di apprendimento approvata nell'Ottobre 2010 dal nostro Parlamento. Ho analizzato in particolare i richiami per la scuola primaria, campo d'interesse dei miei studi. La legge stabilisce che questo ordine di scuola è il "set" privilegiato per la gestione dei DSA: infatti è proprio quando il bambino è concentrato nell'apprendimento della letto-scrittura che i disturbi specifici diventano evidenti. La scuola, in alleanza con la famiglia, ha il dovere di riconoscere le difficoltà persistenti e di dare il via al processo diagnostico. Concludo la prima parte con una descrizione dei sintomi, tratta dai protocolli delle più autorevoli associazioni di categoria2. Sono dei segnali, dei "campanelli d'allarme" tutti da verificare ma possibili indicatori di dislessia, utili per il suo riconoscimento. Li ho suddivisi per fasce d'età: dall'ultimo anno della scuola materna fino al primo anno di scuola media per dimostrare che la dislessia accompagna lo studente in tutto il suo percorso di studi: prima la si identifica e meglio è. Nella seconda parte, ho ritenuto necessario illustrare le ragioni per cui lo studio della lingua inglese risulta molto più difficile, rispetto ad altre lingue, per i bambini con difficoltà di apprendimento.....

 
 
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