Tesi di Laurea di Elisa Pescetto

Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: SCIENZE DELLA FORMAZIONE
Relatore: Maria Federica Mazzocchi
 

Peter Pan a teatro: il rifiuto di crescere secondo Davide Livermore

L'argomento di questa tesi è Peter Pan, nello specifico, il punto di vista del regista torinese Davide Livermore nel suo riallestimento del 2006. Questa tesi prenderà in analisi lo spettacolo di Livermore, Peter Pan o la fine inizia a due anni ovvero il bambino che si rifiutò di crescere, comparandolo al testo originario di Barrie. Ciò avverrà compiendo un percorso che parte dall'esame del personaggio di Peter Pan nei suoi aspetti mitologici, passando attraverso la sua storia teatrale con J.M.Barrie e cinematografica con Disney, fino ad arrivare al significato che la personalità di questo particolare personaggio assume nei comportamenti dell'infanzia e non solo, nei tempi moderni. Infine, presentando l'autore e la modalità della creazione di Peter, si evidenzieranno quali cambiamenti abbiano subìto Peter Pan e la sua storia nella trasposizione operata dal regista Livermore e dal drammaturgo Luca Fontana. Tramite la visione dello spettacolo, appoggiato dalla comparazione del testo di Barrie, si è ricavato un copione. La ricerca approfondita sulla natura del personaggio di Peter Pan ha condotto agli studi sugli aspetti mitologici della sua personalità, rintracciabili nel mito del dio greco Pan. Una volta scoperte le peculiarità caratteriali, dello stile di vita e della storia di Pan, si è indagato su quali di queste caratteristiche fosse basato il personaggio di Peter, riscontrando molti aspetti comuni tra i due. Nella seconda parte viene presa in considerazione la fama di Peter Pan al di fuori del legame con il teatro e con il cinema d'animazione. Infatti, il suo modo d'agire infantile e considerato immaturo è spesso utilizzato come esempio per definire una maniera scorretta di affrontare situazioni e relazioni. Però esistono esempi di come l'immaturità possa essere vissuta come un fattore positivo: se l'immaturità viene vissuta come una continua opportunità di crescere non c'è niente di sbagliato nel rifiutarsi di porre una conclusione alla propria infanzia. Purtroppo, senza i mezzi opportuni, esiste il pericolo che il bambino cerchi di assumere il controllo della sua crescita nei modi sbagliati. In passato a rifiutare una società che non sentivano loro sono stati anche giovani adulti. È il caso di Woodstock, manifestazione musicale del 1968, ma prima ancora esplicito rifiuto del mondo dei giovani di rientrare negli schemi di una società ritenuta troppo materialista. Anche questo evento entra a far parte dello scenario innovativo del Peter Pan di Livermore. La terza e ultima parte tratta nello specifico la composizione del personaggio originario prodotta da Barrie e la sua trasformazione nello spettacolo di Livermore. Davide Livermore ha inserito nell'elaborazione dello spettacolo parte della sua personale esperienza. La musica è la base dell'esperienza lavorativa di Livermore che non ha vissuto nel ruolo da regista fino al 1998. Nel suo spettacolo si evidenziano caratteristiche importanti che ci fanno intuire che questo Peter Pan pare ben consapevole di ciò che lo aspetta nel mondo degli adulti e proprio per questo, sceglie di continuare a sognare. Per il lavoro di ricerca ci si è basati, oltre che sull'analisi della videoregistrazione dello spettacolo di Livermore, sulle bibliografie dei testi già indicati, reperendo materiali sia presso il Sistema Bibliotecario Nazionale, sia presso le raccolte del Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, sia in siti internet specialistici.

 
 
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