Laurea liv.II (specialistica) di Anna Chiavegato

Anno: 2009-10
Università: Università degli Studi di Torino
Facoltà: LETTERE E FILOSOFIA
Relatore: Andrea Crevola
 

Citizen Journalism: quando l'informazione parte dal basso

Oggetto della mia analisi è il citizen journalism, letteralmente, il giornalismo fatto dai cittadini. Viene definito in molti modi: giornalismo partecipativo, personale, grassroot journalism o street journalism, per citarne alcuni. Ciò che accomuna tutte queste definizioni è il ruolo attivo dell'audience che si pone dall'altro lato della comunicazione, diventando mittente oltre che destinatario. Tale ruolo è favorito dallo sviluppo del web 2.0 in cui l'interazione tra gli utenti acquisisce sempre maggiore importanza e che dà luogo a ciò che viene definito "intelligenza collettiva". Il giornalismo partecipativo può esserne un bell'esempio, facendo circolare un'informazione diversa, non legata a logiche commerciali e criteri di notiziabilità tipici dell'era massmediale. Tutto ciò grazie alla disintermediazione da esso operata che permette una comunicazione diretta da molti a molti. Tale comunicazione gode di maggiore indipendenza ed è per questo di particolare importanza nei luoghi del mondo in cui vige la censura. Il giornalismo professionale accusa il citizen journalism di scarsa autorevolezza e credibilità. Tuttavia mi sembrerebbe più proficuo per il mondo in crisi dell'editoria creare sinergie con il giornalismo partecipativo, come avviene già in alcuni casi americani. I contatti tra questi due mondi esistono già, soprattutto perché il citizen journalism fa molto spesso da controllore del giornalismo professionale oppure approfondisce e commenta l'agenda dettata ancora da quest'ultimo. Inoltre, il giornalismo professionale potrebbe trarre utili lezioni dal citizen journalism, avvicinandosi ad una comunicazione più personale e informale. Nonostante le critiche alla sua affidabilità, il giornalismo partecipativo gode infatti della fiducia di molti utenti, che instaurano rapporti personali con chi produce l'informazione, rapporti alla pari. La fiducia viene negoziata continuamente con il mittente, giudicato dagli altri utenti che, con il proprio comportamento e le proprie scelte, danno o tolgono visibilità ai contenuti, creando un filtro collettivo che sostituisce la griglia interpretativa offerta dai mass media tradizionali. La mia analisi si sofferma infine sulla normativa italiana riguardante l'editoria, per evidenziarne gli effetti sul giornalismo partecipativo. Dall'analisi dei vari disegni di legge presentati oltre che delle norme vigenti, emerge una certa confusione per quanto riguarda gli obblighi da rispettare per chi fa informazione amatoriale che può ostacolare lo sviluppo del citizen journalism nel nostro Paese.

 
 
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